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Italiani ed Animali: tanto Amore ma pochi Servizi

Gli italiani amano gli animali domestici. Sarebbero oltre 60 milioni i cani, i gatti e gli altri animali da compagnia che abitano nelle nostre case. Ma scarseggiano i servizi offerti ai loro proprietari.

Secondo una recente indagine condotta da Gfk Eurisko ed Assalco (Associazione Nazionale Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia), gli italiani possiedono 14 milioni tra cani  e gatti, e 46 milioni di altre bestiole (pesci, rettili, roditori, volatili).

Tra loro c'è un rapporto di vero amore, che genera benefici per la mente e per il fisico (il 95% dei padroni intervistati ne riceve benefici come la riduzione dell'ansia, della tensione e dei problemi legati alla depressione) e favorisce la socialità e la comunicazione: gli animali domestici trasmettono serenità, gioia e divertimento a tutta la famiglia.

Un dato confermato non solo dai proprietari, ma anche da numerosi studi clinici, che spiegano il sempre maggiore utilizzo di animali in pratiche terapeutiche e riabilitative. Stiamo parlando della pet therapy, scelta da numerosi ospedali, comunità di recupero, scuole, residenze sanitarie ed istituti penitenziari di tutta Italia.

Eppure nelle nostre città scarseggiano ancora politiche e servizi adeguati, così come dei servizi di qualità dedicati. A denunciarlo è il Rapporto “Animali in città” di Legambiente, condotto con le amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia e le aziende sanitarie locali italiane.

Dallo studio ermerge che, nel Bel Paese, solo alcune realtà hanno saputo costruire esperienze positive nel settore: si rilevano infatti ancora grosse disparità nella spesa pubblica dedicata tra una città e l’altra, ma anche tra le aziende sanitarie nelle diverse regioni. Ad esempio, si va dagli €0,10 procapite (spesi da città come Padova e Bolzano), ai €10.3 procapite di Terni.

Questi costi sono legati principalmente alla gestione dei canili rifugi, per i quali viene investito oltre l’80% del bilancio destinato al settore, ma solo due terzi dei comuni è a conoscenza di quali e quante siano effettivamente le strutture autorizzate sul proprio territorio.

Inoltre, l'anagrafe canina resta l'unica autorizzata per gli animali e, nonostante il 74% dei Comuni dichiari di avere un nucleo di Polizia municipale destinato ad effettuare specifici controlli e ben il 60% dichiari di aver dotato il proprio personale di lettore microchip, in media viene effettuato un solo controllo in un anno ad 1 cittadino ogni 5.255 residenti. 

Che dire, poi, delle Aziende sanitarie locali? Tutte si dichiarano schierate per il rispetto delle regole e il contrasto al maltrattamento degli animali (89%); inoltre, la quasi totalità dichiara di aver fornito di lettori microchip il proprio personale (97,2%), ma i numeri relativi alle sanzioni parlano di soli 4.462 controlli effettuati, ossia un controllo in un anno ad 1 cittadino ogni 6.796 residenti.

Insomma, nonostante l'aumento della sensibilità verso il mondo degli animali, la strada da fare è ancora tanta. E voi? Le vostre città forniscono servizi adeguati ai proprietari di animali domestici? In che modo migliorereste il servizio offerto?

Aspetto i vostri consigli!

A presto,
Silvia
 

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