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Olio di Palma: tu da che parte stai?

Si tratta di uno degli ingredienti alimentari più discussi degli ultimi mesi, ma che cos’è l’olio di palma? E perché l’opinione pubblica è scettica a riguardo?

L’olio di palma è un grasso vegetale ottenuto dalla spremitura del frutto della palma da olio; commercializzato in forma solida, ha un aspetto simile a burro e margarina ma costi di produzione quattro volte inferiori; grazie alla sua versatilità e convenienza economica, nell’ultimo decennio è stato sempre più utilizzato dall’industria alimentare, fino a diventare l’ingrediente principale di moltissimi prodotti da forno, pur mascherato sotto alla voce generica “oli e grassi vegetali”.

Dal 13 dicembre 2014 però, una normativa europea ha introdotto l’obbligo di dichiararne la presenza in etichetta e i consumatori si sono resi conto della pervasività di questo ingrediente. E’ così iniziato un dibattito che vede schierati da una parte l’industria alimentare, dall’altra nutrizionisti ed ambientalisti.

Per difendere le proprie posizioni, i principali rappresentanti dell’industria alimentare italiana che impiega olio di palma (Ferrero, Unilever, Nestlé e Unigrà) si sono raccolti sotto alla neonata “Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile” ed hanno lanciato una massicia campagna pubblicitaria su tv, stampa e web per spiegare che, se usato nel contesto di una dieta equilibrata, l’olio di palma non è nocivo per la salute. Quanto all’impatto sociale e ambientale, le aziende dichiarano il loro impegno ad utilizzare entro il 2016 unicamente olio di palma certificato RSPO ed entro il 2020 olio di palma sostenibile secondo i criteri definiti dall'Unione stessa.

Questa posizione, però, continua ad essere contestata. Molti nutrizionisti (come il Dott. Villarini) giudicano mediocre la qualità dell’olio di palma a causa dell’eccessiva presenza di acidi grassi saturi che favoriscono la concentrazione nel sangue di colesterolo cattivo (LDL) e di sostanze infiammatorie e lo ritengono nocivo per il sistema cardiovascolare. Inoltre, la massiccia diffusione dell’ingrediente in campo alimentare permette facilmente di superare le dosi giornaliere consigliate.

Gli ambientalisti, d’altro canto, fanno del boicottaggio una questione di eticità: per massimizzare la produzione di olio di palma, le multinazionali non riconoscono un’adeguata retribuzione ai lavoratori locali, espropriano le loro terre e danneggiano l’ambiente naturale deforestando migliaia di ettari di foresta pluviale con incendi che, oltre ad innalzare il livello di CO2 nell’aria (il terreno di questi polmoni verdi è ricco di idrocarburi), mette a rischio la biodiversità del sud est asiatico di cui gli oranghi e le tigri di Sumatra sono il simbolo. Quanto all’RSPO, Report ha denunciato il fatto che sia una certificazione rilasciata dalle stesse aziende produttrici e comunque in grado di coprire una minima parte della produzione complessiva.

Le alternative all’olio di palma ci sono? Sì, ma costano di più: la produzione di olio girasole, mais ed oliva ha una resa inferiore alla palma da olio e quindi richiede aree di coltivazione più vaste; in compenso, però, fornirebbe all'organismo sostanze più sane (oli più ricchi di grassi mono e poli-insaturi) e non andrebbero ad impattare sul delicato ecosistema delle foreste pluviali.

E tu da che parte stai? Quale idea ti sei fatto dell’olio di palma? Condividi la tua esperienza con la community!

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Commenti

Mercoledì, 4 Maggio, 2016 - 23:29 ha scritto un commento

anchio cerco di evitare i prodotti che lo contengono,anche se non e' per niente facile rinunciare a determinati prodotti,infatti ho adottato una tecnica li consumo ogni tanto non sempre,io penso che le cose fanno male se si esagera,

Sabato, 16 Aprile, 2016 - 08:18 ha scritto un commento

io credo che qualsiasi cosa al giorno d'oggi faccio male!! 

Venerdì, 15 Aprile, 2016 - 12:28 ha scritto un commento

Sinceramente sto dalla parte delle persone razionali e non patetiche. Tutte le aziende italiane si sono unite in un organizzazione che è pro all'utilizzo dell'olio di palma sostenibile....e questo significa che si sono prese delle responsabilità nei confronti di tutti i consumatori......Io non farei tutte queste polemiche sullo sfruttamento delle persone, che i lavoratori dell'olio di palma sono sfruttati e non pagati.......ma scusate perchè cosa succede per lo zafferano? Sapete come si raccoglie e che dopo il lavoro incessante che fanno i lavoratori per raccoglierlo, arriva nei negozi a prezzi elevati? Secondo me sono ipocriti quelli che ogni tanto si svegliano e dicono: ma questi cosa ci fanno mangiare?, sfruttano i lavoratori, rovinano l'ambiente.......tutta l'economia mondiale è basata su questa dicotomia: soldi e lavoro a basso prezzo, meno spese e materie prime più economiche.........Viva la Nutella!!!

Venerdì, 15 Aprile, 2016 - 12:02 ha scritto un commento

mmh io non saprei da che parte schierarmi onestamente. so che l'olio di palma è usato dalla Ferrero, nella nutella, e anche dal brand Plasmon, ma so anche che Plasmon ha detto no all'olio di palma e ha prodotti biscotti senza olio di palma..

Lunedì, 11 Aprile, 2016 - 17:58 ha scritto un commento

io da quando ho scoperto come viene prodotto l'olio di palma sto molto più attenta ai miei acquisti e prediligo i prodotti che non lo contengono.
Lato etico trovo intollerabile quello che stanno facendo alle persone e all'ambiente nel sud est asiatico per coltivare le palme da olio...
Sul piano salutistico esistono senz'altro ingredienti più nocivi, proprio per questo trovo intelligente cominciare ad eliminare dalla mia alimentazione quelli a me noti, come il palma.

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